Nota del redattore: dia un'occhiata ad alcuni approfondimenti recenti sulla resilienza climatica in un nuovo podcast Optimistic Outlook, «Dal rischio alla preparazione: come la resilienza climatica sta rimodellando le decisioni aziendali».
In un contesto di mercato sempre più volatile, le organizzazioni devono affrontare una crescente esposizione a rischi interconnessi. I rischi fisici, compresi i disastri naturali, rappresentano minacce dirette alla continuità operativa e alle prestazioni finanziarie, erodendo la resilienza organizzativa. Queste dinamiche di mercato esterno aumentano la complessità del panorama del rischio, richiedendo alle aziende di dare priorità alle strategie di mitigazione per mantenere la competitività in un'economia in rapida trasformazione.
Mentre assumo il mio nuovo ruolo di Amministratore Delegato, che passa da Chief Risk Officer di SFS, Inc., sono colpito dal fatto che entrambe le posizioni richiedano ora la doppia responsabilità di Chief Resilience Officer. Nella gestione del rischio, siamo formati sulla difesa per quantificare l'esposizione, valutare la probabilità e calcolare le perdite previste. Per quanto riguarda la crescita aziendale (reato), l'attenzione è rivolta all'opportunità di avanzare e competere. Non fare nulla per adattarsi alle forze di mercato rappresenta una minaccia materiale per le attività esistenti e ostacola ogni possibilità di progresso competitivo.
Ricerche recenti rivelano una correlazione convincente tra protezione dai rischi naturali e aumento delle prestazioni aziendali. Le aziende che hanno ottimizzato con successo la propria attività mitigando i rischi naturali e analizzando le emissioni per competere nella catena di fornitura globale stanno ottenendo risultati degni di nota. I dati non mostrano solo opportunità mancate, ma anche rischi aziendali reali che i consigli di amministrazione dovrebbero trattare con lo stesso rigore della sicurezza informatica o della conformità normativa.
- Il 50 percento delle aziende incentrate sulla resilienza raggiunge una crescita annua dei ricavi superiore al 10 percento. (1)
- L'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) stima che entro il 2030, l'equivalente di 80 milioni di posti di lavoro a tempo pieno andrà perso a causa dello stress da caldo. (2)
- Secondo Gallagher Re, 263 miliardi di dollari di perdite legate alle calamità non sono state assicurate nel 2024, rappresentando il 63 percento delle perdite economiche totali. (2)
Questi dati riflettono un principio fondamentale del rischio: le organizzazioni che affrontano i rischi di coda prima che si concretizzino creano un vantaggio competitivo e valore per gli azionisti, il che rende anche questa una storia di crescita.
Ricerche recenti rivelano una correlazione convincente tra protezione dai rischi naturali e aumento delle prestazioni aziendali. Le aziende che hanno ottimizzato con successo la propria attività mitigando i rischi naturali e analizzando le emissioni per competere nella catena di fornitura globale stanno ottenendo risultati degni di nota.
Quantificare il costo dell'inazione
Le conseguenze finanziarie dell'inazione sono altrettanto gravi:
- Le aziende subiscono una perdita di circa il 40 percento degli utili annuali ogni decennio a causa delle interruzioni della catena di fornitura. (1)
- I rischi naturali rappresentano quasi il 30 percento dei tempi di inattività annuali della produzione, eliminando potenzialmente i guadagni di un intero anno nei settori vulnerabili. (3)
- In un sondaggio di Bain del 2024, il 41% dei dirigenti operativi intervistati ha classificato l'aumento della resilienza al secondo posto solo alla riduzione dei costi (2)
Una strategia di resilienza non deve essere calcolata solo in base ai premi di crescita, ma considerata come rendimenti corretti per il rischio. Le aziende che implementano strategie di resilienza sono:
- Evitare il rischio di ribasso (la perdita di profitto del 40 percento dovuta alle interruzioni) (1)
- Opzionalità di acquisizione (in una posizione migliore quando inevitabilmente si verificano interruzioni)
- Conquistare quote di mercato (dai concorrenti colti impreparati)
- Ridurre la volatilità degli utili (che il mercato premia con valutazioni più elevate)
Un quadro di valutazione del rischio basato sui dati
Per aiutare le aziende a superare queste pressioni esterne e sviluppare una strategia aziendale per la resilienza, Siemens ha sviluppato Digital Business Optimizer (DBO™), uno strumento gratuito e completo che consente alle organizzazioni di personalizzare digitalmente una strategia aziendale per le proprie strutture.
Il DBO sfrutta i dati provenienti da diverse fonti affidabili, tra cui l'Environmental Protection Agency (EPA), il Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti (U.S. DOE), la Federal Emergency Management Agency (FEMA) e il National Renewable Energy Laboratory (NREL) per fornire alle aziende:
- Una valutazione accurata dei loro rischi legati ai pericoli naturali e dell'attuale impronta di carbonio
- Scenari e raccomandazioni personalizzati in base a obiettivi ed esigenze specifici
- Proiezioni dettagliate del ritorno sull'investimento per l'implementazione di tecnologie innovative, come una combinazione di tecnologie di generazione e stoccaggio, dai pannelli solari alla cogenerazione (CHP) allo stoccaggio di energia termica e allo stoccaggio a batterie
Con input minimi, solo l'indirizzo, il tipo e le dimensioni di un edificio, lo strumento DBO può generare una valutazione del rischio di pericoli naturali e un'impronta di carbonio di riferimento, consigliare combinazioni tecnologiche ottimali per raggiungere gli obiettivi riducendo al minimo i costi e supportare decisioni basate sui dati basate su un'analisi completa anziché su congetture.
Analogamente all'identificazione di una strategia proattiva contro i rischi naturali, la sicurezza informatica è altrettanto fondamentale. Il DBO includerà presto una valutazione, che è ora in fase di sviluppo, che aiuta le aziende a salvaguardare i dati e a rimanere resilienti di fronte alle numerose sfide odierne.
In definitiva, la domanda per i consigli di amministrazione e i comitati per il rischio non è più se lo sviluppo di una strategia di resilienza sia facoltativo, ma se le organizzazioni possono permettersi le conseguenze finanziarie e operative di trascurare questi rischi materiali.
Fonti
(1) McKinsey,»Il triplo gioco: crescita, profitto e sostenibilità» (agosto 2023)
(2) Bain & Company,»La guida del CEO per la resilienza climatica» (settembre 2025)
(3) McKinsey,»Rischio, resilienza e riequilibrio nelle catene del valore globali» (agosto 2020)
Pubblicato: 4 febbraio 2026
